Cenni storici

Cenni storici

Cenni storici"La Chiesa di Sant’Anna è il luogo simbolo della religiosità della città di Bacoli, comune di circa 27mila abitanti dei Campi Flegrei. La parrocchia dedicata al culto di Anna, santa patrona di Bacoli, madre della Vergine Maria, è l’istituzione più antica della cittadina flegrea, persino più antica della sua municipalità. Il Comune di Bacoli, infatti, riceve autonomia amministrativa nel 1919, staccandosi da Pozzuoli, mentre la Chiesa di Sant’Anna ha oltre 300 anni di storia: la sua edificazione risale al 1696, mentre è nel 1700 che nasce ufficialmente la comunità parrocchiale. La Chiesa, con il suo campanile, è presente nel cuore del centro storico di Bacoli, tra le Cento Camerelle e la Piscina Mirabile e rappresenta il fulcro del culto di S. Anna, l’amata patrona celebrata il 26 luglio di ogni anno."

Cenni storici

Alla fine del ‘600, Bacoli era un piccolo villaggio ed esistevano solo due piccole cappelle molto modeste (una nei pressi della ex Villa Scalera e un’altra a Miseno) che andavano incontro alle esigenze della piccola comunità.

La parrocchia di S. Maria delle Grazie di Pozzuoli aveva giurisdizione su tutto il territorio bacolese.

Così nel 1688 il vescovo puteolano fratello Domenico Maria Marchese decise di iniziare la costruzione di una nuova chiesa dedicata a Sant’Anna, Gesù e Maria in località Cento Camerelle, per andare incontro alle esigenze religiose del popolo bacolese.

Nel 1692 alla morte del vescovo, i lavori di costruzione furono interrotti e ripresero solo nel 1696 per interessamento di monsignor Onofrio Montesoro.

Da una pergamena acquerellata del XVIII secolo si può notare la bellezza dei luoghi tra mare e colline verdeggianti, la conformazione del primo nucleo del centro abitativo di Bacoli e la posizione panoramica scelta per l’edificazione della chiesa dedicata a S.Anna, Gesù e Maria (come da tela presente sull’altare maggiore ove era rappresentata Sant’Anna nell’atto di offrire un pomo al Bambino tenuto in braccio da Maria)

Le relazioni delle visite pastorali dei vescovi puteolani presso la chiesa di S. Anna, Gesù e Maria di Bacoli degli anni successivi alla fondazione del 1696, sono una fonte inestimabile per conoscere la storia sociale, religiosa e dell’arte sacra della nostra parrocchia: le prime relazioni ci descrivono la forma e le caratteristiche dell’edificio sacro (si menziona anche un cimitero sotto il pavimento), le suppellettili presenti, la tela sull'altare principale, gli arredi sacri, un crocifisso e un Epitaffio in marmo bianco, conservato attualmente in una delle cappelle laterali (Cappella di San Raffaele), scritto in latino, nel quale è datato il completamento dei lavori della chiesa, a spesa di monsignor Onofrio Montesoro, nel 1696.

Si menziona anche un campanile con “mediocre e sonora campana”.

Il sacro edificio diverrà, con bolla vescovile del vescovo Giuseppe De Falzes (1699-1703), chiesa parrocchiale il 13 febbraio del 1700.

I cittadini del piccolo villaggio, con atto notarile del 7 febbraio del 1700, si impegnano a sostenere economicamente le necessità del primo curato. Il 13 febbraio dello stesso anno, il vescovo monsignor Giuseppe De Falzes definì i confini di competenza della nuova parrocchia: “la starza di don Pietro de Toledo, il lago d’Averno, Arco Felice, li sudatori o Stufe, il Monte o Promontorio di Miseno e Mare Morto, la campagna di Baia, la campagna di Bacoli il Monte di Cuma, il lago del Fusaro, le masserie dei signori fratelli De Fraja, il lago di Licola, la Colonnella e Torre di San Severino, il Monte di Procida, la Torre della Gaveta, tutti gli altri territori e monti che stanno fuori le mura della città di Pozzuoli, il lago di Agnano”.

Il 13 febbraio del 1700 fu anche nominato il puteolano don Antonio Zanca in qualità di economo curato della parrocchia.

Primo parroco della parrocchia Sant’Anna (dal 1703 al 1725)  fu don Domenico Cirillo, sacerdote puteolano al quale l’amministrazione civica del tempo intitolò una via del paese che porta ancora il suo nome.

Fin dai primi giorni dalla fondazione nella parrocchia furono celebrati battesimi, matrimoni e funerali.

Dai documenti redatti da vescovi e vicari generali, da alcuni notai, si è riusciti a risalire anche agli inventari e alle dotazioni di arredi sacri e paramenti liturgici della parrocchia, all’inizio modesti, ma accresciuti man mano nel corso degli anni soprattutto ad opera di generose donazioni fatte da cittadini di Bacoli e delle città limitrofe.

Rileggendo gli inventari che periodicamente venivano redatti, ci si accorge che negli anni, purtroppo, alcune opere e alcuni arredi che abbellivano l’edificio sacro sono state perdute: ad esempio nel verbale della visita pastorale del 1837 di monsignor Pietro Ignazio Marolda, vescovo di Pozzuoli, non si fa più cenno al quadro di Sant’Anna collocato al centro dell’altare maggiore, ma solo all’attuale “statua lignea di Sant’Anna colla Madonnella al suo fianco destro”.

Dalla visita pastorale di mons. Gennaro De Vivo, vescovo di Pozzuoli, del 1875 ricaviamo una precisa descrizione dell’edificio sacro che “s’innalzava sopra gli antichi pozzi e il condotto della piscina mirabile, aveva un atrio di m 28, 35, largo m 13, costruito a gradoni e una larghezza della facciata di m 13 ed un’altezza di m 17. Quest’ultima presentava un’ovata con il dipinto di Sant’Anna su rame; le porte erano tre e sul fronte di quella maggiore vi era l’iscrizione DEO OPTIMO MAXIMO ET DIVAE ANNAE TITULARI PATRONAE NECNON IESU ET MARIAE PAROECIALE TEMPLUM. L’interno a croce latina con l’ingresso a tre navi, era lungo m 28, 35 con una larghezza maggiore di m 7. Il campanile, con scala a chiocciola dell’altezza di m 28, aveva due campane. L’altare maggiore era di marmo a cinque gradoni, altri tre altari pure in marmo dedicati al Cuore di Gesù, a San Raffaele e al Crocifisso; tutti e quattro erano forniti di pietra sacra. La sacrestia e l’abitazione del parroco si trovano contigue alla chiesa.

Un inventario completo degli arredi, utensili ed altri oggetti sacri della parrocchia, redatto nel 1893 per la consegna al novello parroco don Salvatore Mele, ci dà un’idea dell’ampia dotazione del sacro edificio alla fine del XIX secolo: erano catalogati diversi arredi sacri, utensili per processioni, biancheria, messali, parati di altari, arredi per il viatico, battistero, oggetti di metallo di vario tipo, statue e quadri, libri dell’archivio parrocchiale, reliquie (di Sant’Anna senza autentica e un reliquiario della Santa Croce), dall’inventario si apprende che molti oggetti preziosi, testimonianza della profonda fede dei bacolesi, tra cui gli ex voto, erano chiusi in cassaforte.

Nel 1783 fu inaugurato l’organo della chiesa da mons. Girolamo Dandolfi; oltre ai 4 altari descritti nelle relazioni del 1783, sono nominate le preziosissime dodici croci consacratorie, che si possono ammirare ancora adesso nelle due navate laterali.

Fino a pochi anni prima del 1896 viene nominato e descritto anche il cimitero sottostante la chiesa, provvisto di altare e nicchie, dove vi si celebrava la messa nel giorno della commemorazione dei defunti.

I defunti, a partire dalla prima metà dell'800, venivano seppelliti in località Pennata fino a quando nel 1886 fu benedetto ed aperto al pubblico il cimitero di Bacoli (tra il 1908 e il 1909 fu costruita all’interno del cimitero la chiesa intitolata a San Giuseppe).

Le feste religiose in uso nella parrocchia erano, oltre a quelle comuni a tutte le chiese (Natale, Pasqua e il Corpus Domini), anche quelle di San Biagio, di Sant’Anna e del Santissimo Rosario.

Nel distretto della parrocchia erano ubicate:

la chiesa curata di Miseno sotto il titolo di Maria Santissima di Casaluce;

la chiesa nel Castello di Baia, antica parrocchia del Presidio Militare, intitolata a Santa Maria del Pilar;

la chiesa nel porto di Baia sotto il titolo di Santissima Maria del Riposo;

l’oratorio della Congregazione dell’Addolorata (in cui non si celebrava mai la messa);

la chiesa di San Giuseppe e Licola;

la cappella nel Palazzo Reale al Fusaro intitolata a San Gennaro, ma non aperta al pubblico.

Tra le curiosità annotate durante le visite pastorali, nel 1896, il vescovo  mons. Michele Zaza annotava che, durante le processioni il popolo non andava “dietro al santo” in modo disciplinato e separando uomini e donne, bensì, “non curandosi delle istruzioni del parroco, né del braccio dei carabinieri, vanno confusi col Clero, colla Confraternita e quello che più fa disordine s’intromettono tra il Clero e il Santo che viene portato in processione”.

Nel 1892 fu istituita la Confraternita del Santissimo Rosario, che però non ebbe lunga vita.

Il 1906 fu un anno drammaticamente importante per la storia della comunità bacolese e della Chiesa di Sant’Anna: il 1 luglio la zona fu colpita da un violentissimo nubifragio e la parrocchia fu coinvolta da un vasto incendio causato da un fulmine che colpì la zona di Cento Camerelle.

La parrocchia subì ingenti danni, tali da consigliarne la demolizione. Il parroco di allora, don Salvatore Mele e, successivamente, il parroco don Giuseppe De Rosa si impegnarono operosamente, sostenuti dalla popolazione, per realizzare una nuova chiesa sulle rovine di quella vecchia.

Dalla calamità del 1906 si salvarono miracolosamente la statua di Sant’Anna, alcune preziose tele quali quelle del Santissimo Rosario, del Calvario, della Madonna delle Grazie e di San Raffaele, arredi e oggetti sacri, due altari marmorei, il pulpito,  il fonte battesimale. Crollò parte del campanile.

La mobilitazione per la ricostruzione fu generale: ogni bacolese si recava a messa la domenica mattina portando a braccio una pietra di tufo!

Tra difficoltà burocratiche, economiche e sociali, il 14 luglio 1907 iniziarono i lavori per la costruzione della nuova chiesa alla presenza del vescovo mons. Michele Zezza.

Tutta la comunità partecipò con ore di lavoro gratuito, con materiali e con le offerte, mentre partecipavano alla S. Messa che continuava ad essere celebrata tra le macerie annerite della precedente chiesa.

I lavori furono molto rallentati durante la Prima Guerra Mondiale, anche a causa della partenza per il fronte di molti bacolesi, molti dei quali non tornarono più. A testimonianza del loro sacrificio in guerra, nel 1926 il Comune di Bacoli eresse un monumento in Villa Comunale.

Nel 1918, con il termine della guerra, tra il suono delle campane a festa, la statua di Sant’Anna uscì in processione per le strade del paese.

Adorazione Eucaristica

 

ADORAZIONE EUCARISTICA

Tutti i Giovedì,
al termine della S. Messa Vespertina,
alle ore 18.00 circa

Riconciliazione

 

CONFESSIONI

Ogni Mercoledì
dalle ore 16.00 alle ore 18.00

Catechesi Biblica

 

CATECHESI BIBLICA

Ogni Venerdì
al termine della S. Messa Vespertina,
alle ore 18.00 circa.

A cura di padre Gennaro Matino